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OPINIONI

La scuola ideale degli studenti? Vogliono docenti preparati, meno supplenti, più attività pratiche e verifiche senza voti numerici

Gli studenti italiani hanno espresso le loro opinioni su cosa vogliono dalla scuola del futuro attraverso un sondaggio condotto da Skuola.net, coinvolgendo oltre 6.000 alunni delle scuole secondarie di primo e secondo grado. Questo sondaggio ha fornito una panoramica dettagliata delle loro priorità e preoccupazioni riguardo al sistema educativo.

In cima alla lista delle priorità c’è il benessere psicologico degli studenti, indicato come la principale preoccupazione da quasi un quarto dei partecipanti. Per molti studenti, il benessere psicologico non si limita semplicemente a avere accesso a uno psicologo a scuola, ma riguarda anche la creazione di un ambiente di apprendimento che non sia eccessivamente stressante. La richiesta di un ambiente “più sano” e di un carico di lavoro più gestibile è particolarmente evidente, soprattutto per gli studenti dei licei.

Un’altra area di interesse riguarda la valutazione del rendimento scolastico. Più del 13% degli intervistati ritiene che l’attuale sistema di valutazione basato sui voti numerici non sia adeguato e che sia necessaria una riforma che tenga conto di una gamma più ampia di fattori.

L’importanza di una maggiore componente pratica nell’insegnamento è stata sottolineata dall’11% degli studenti, che vorrebbe vedere un maggior equilibrio tra teoria e pratica nell’istruzione.

Inoltre, circa il 9% degli intervistati ha evidenziato la necessità di una maggiore stabilità nell’insegnamento, chiedendo che gli insegnanti non vengano cambiati ogni anno.

La preparazione dei docenti è stata anch’essa oggetto di dibattito, con il 9% degli studenti che ritiene essenziale selezionare insegnanti preparati e in grado di affrontare le sfide attuali dell’istruzione, suggerendo anche la possibilità di valutare la performance dei docenti attraverso il feedback degli studenti stessi.

L’orientamento al lavoro e al futuro è stato indicato come una priorità dall’8,8% degli intervistati, che chiedono un potenziamento delle attività di orientamento durante tutto il percorso scolastico.

Un altro aspetto rilevante riguarda l’innovazione nella didattica, con l’8,1% degli studenti che sostiene la necessità di cambiamenti rapidi per adattarsi alle esigenze del mondo moderno.

La lotta contro la violenza e il bullismo nelle scuole, insieme alla necessità di garantire scuole sicure, pulite e accessibili, è stata citata rispettivamente dal 5,2% e dal 4,3% degli intervistati.

Infine, il diritto allo studio e la riduzione delle classi sovraffollate sono stati menzionati rispettivamente dal 3,6% e dal 2,7% degli studenti come aree di miglioramento necessarie nel sistema scolastico.

Oltre alle opinioni degli studenti, è importante considerare anche le proposte emerse durante un’audizione alla Commissione Cultura della Camera riguardo all’importanza di introdurre psicologi scolastici nelle scuole. Tra gli esperti che hanno partecipato all’audizione vi sono Maria Cristina Matteucci, professoressa in psicologia dello sviluppo e dell’educazione presso l’Università di Bologna, David Lazzari, presidente dell’Ordine degli psicologi, e Emanuela Confalonieri, professoressa di psicologia dello sviluppo e dell’educazione presso l’Università Cattolica di Milano.

Questi esperti hanno sottolineato l’urgenza di introdurre gli psicologi scolastici per affrontare il disagio psicologico giovanile, soprattutto alla luce degli effetti della pandemia da COVID-19 sull’educazione e sul benessere degli studenti. Matteucci ha evidenziato la necessità di una legge nazionale che regoli la presenza degli psicologi scolastici per evitare disuguaglianze territoriali nei servizi offerti, mentre Lazzari ha citato l’OMS e l’UNICEF a supporto dell’introduzione degli psicologi nelle scuole e ha sottolineato l’efficacia dei servizi di consulenza psicologica già attivati in molte scuole italiane. Confalonieri ha enfatizzato il ruolo degli psicologi scolastici non solo nell’assistere gli studenti, ma anche nel lavorare con docenti e famiglie per migliorare l’ambiente educativo.

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